Viserba Volley

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Home Società La Storia del Viserba Volley

La Storia

Preistoria by "Stefanini Paolo Presidente" - Storia Moderna by "Marco Gasponi" alias "Gino Zizzania"

PREISTORIA DEL VISERBA VOLLEY RIMINI
Ricordi di uno che è stato sempre presente.

Come ogni storia che si rispetti tutto ha avuto un inizio. La nostra è iniziata il 3 settembre 1973. Io e Valter stavamo festeggiando il suo compleanno nella nostra tana: il bar di Tete ed Antonio a Viserbella. Davanti ad un buon bicchiere di vino rosso (se la memoria non mi tradisce si trattava di un ottimo Chianti), decidemmo che restare a giocare nell'allora Virtus Viserba non ci soddisfaceva più e Valter con la sua solita determinazione mi disse: fondiano una nuova società !!! Ci sembro' la cosa più naturale e semplice di questo mondo e con l'incoscienza e la forza che ci derivava dalla nostra giovane età cominciammo il nostro cammino. Le riunioni della nuova società che chiamammo Unione Sportiva Pallavolo Viserba, si tenevano nel garage di casa mia. Mangiavamo e bevevamo l'impossibile! Lunghi ed estenuanti tornei di briscola e tresette ci tenevano svegli fino all'alba e sempre parlavamo dei nostri sogni. Quando saremmo diventati una grande Società ed una grande squadra. Ma assieme ai sogni arrivarono subito i problemi: SOLDI. Io lavoravo già in banca e chiesi un prestito di 500 mila lire che doveva essere rimborsato mensilmente da tutti i componenti della squadra. Mi versarono la prima rata le altre le devo ancora riscuotere! Problema da poco, questo ed altro per amore del Viserba! Purtroppo pero' quel piccolo prestito iniziale è cresciuto e si è moltiplicato negli anni e come mi diceva sempre mia povera mamma, la dolce Nerina: Paolo se quella volta invece di metterti in quel gioco stupido con la palla, andavi a fare una bella corsa a marina, non era un cavolo meglio? Non ho mai avuto il coraggio di risponderle.

   

PALESTRE
Facile adesso andare a fare gli allenamenti!! “Paolo ieri sera non c'era l'acqua calda nelle docce. Come mai??” Andateci voi in pieno inverno a fare allenamento nel campo da calcio del Viserba alle nove di sera. Con una galaverna ed una nebbia che si tagliava con il coltello. Una sera Valter mi dice: scusa Paolo, ma la nostra è una squadra di rugby o di pallavolo? Eppure dovevamo ringraziare sentitamente, se qualcuno ci permetteva almeno di fare una corsa o un minimo di movimento. Venne finalmente la prima “palestra“: quella dell'istituto Alberti. Era poco più che una camera. Il riscaldamento in inverno era garantito da una grande stufa che occupava quasi tutto lo spazio .Di docce neanche a parlarne, alla fine dell'allenamento puzzavamo come delle pecore. Era comunque una festa avere finalmente un tetto sulla testa. Poi venne quella dell'istituto I.T.I. Quando entrammo per la prima volta e vedemmo che il fondo era in parquet, ormai ci prende un coccolone a tutti quanti. Il top arrivò quando costruirono a Viserba la Scuola Elementare con annessa la palestra, la NOSTRA palestra quella che ora è stata dedicata alla memoria di Valter Rinaldi.
       
ATLETI E CAMPIONATI
Iniziammo naturalmente con i giocatori che facevano parte del disciolto Virtus Viserba. Disputavamo l'ultimo dei campionati indetti dalla Federazione. Dopo di noi non c'era più nessuno. Eravamo il sacco delle botte, non riuscivamo a vincere mai. Squadre come quella del Riccione e del San Mauro Pascoli erano fuori della nostra portata. Senza parlare della Pallavolo Rimini che militava già in serie B. Poi cominciammo a fare i primi acquisti: Giglietti, Soave, Circosta, Sergiani, Botteghi, Signorotti. Signorotti: il mitico “ FO “. Signorotti il capitano. Signorotti grande atleta e grande giocatore. Forte su attacco di primo tempo ed a muro. Poi arrivò il primo grande acquisto di tutta la nostra storia: Roberto Casadio. Ancora mi domando come fece Valter a convincere un centrale che l'anno prima giocava in serie A, a scendere di così tante categorie e di approdare a Viserba. Eppure ancora una volta riuscì nel suo intento, ancora una volta il grande Valter riuscì a realizzare un sogno che sembrava davvero irrealizzabile. Con Roberto vincemmo un campionato stupendo. Nella mia memoria ed in quella di coloro che condivisero con me quei momenti, rimarrà per sempre indelebile la partita che giocammo a Russi in provincia di Ravenna. Vincemmo per 3 a 2 e fummo promossi in serie C/2. Fu una partita che non dimentichero' mai , non solo perché giocai da titolare dal primo all'ultimo set nel ruolo di alzatore, ma perché vincemmo contro una grande squadra, fuori casa ed in un palazzetto gremito di pubblico. A proposito di pubblico. Da Viserba partì un pullmann con cinquanta tifosi che parteciparono con noi alla festa finale e che sugli spalti si resero protagonisti di scontri non certo amichevoli con gli avversari. Guidati dal mitico “Pucci“ Cappelli mentre noi vincevamo sul campo i nostri tifosi vincevano il confronto sulle tribune. Passo' poi un lungo periodo di anonimato in serie C/2. Dopo di che Valter chiamo' a Viserba l'allenatore Stefano Maestri dal Riccione. Con Stefano riuscimmo ad ottenere due promozioni consecutive dalla C/2 alla C/l e dalla C/1 alla B/2. Il piccolo Viserba era riuscito ad approdare in una serie nazionale. Ho cercato a grandi linee di raccontare un poco della preistoria della Pallavolo Viserba. Naturalmente ci vorrebbe più tempo e più spazio per trattare in maniera completa tutto cio' che è stato vissuto in quegli anni. Magari un giorno mi cimentero' in questa avventura. Per ora mi fermo qui e lascio spazio all'arguzia del mio amico Gino Zizzania al secolo Marco Gasponi che vi racconterà della storia più recente soprattutto di quella legata al settore femminile che tante soddisfazioni ci ha dato. 

       

  

Prima di chiudere mi sia permesso di parlare del Bagno 42 di Viserbella e poi di fare due doverosi ringraziamenti.

BAGNO 42 VISERBELLA
Il bagno Romeo fu teatro di sfide mitiche negli anni 70/80. Partite giocate sei contro sei alla morte fino a tarda sera, con tornei che richiamavano folle di turisti che stipavano i tetti dei capanni che delimitavano il campo da gioco. Non erano partite, erano degli scontri all'arma bianca. Su una palla dentro o fuori ricordo di litigate che potevano arrivare anche a rovinare delle amicizie. Per fortuna che c erano litri di birra bevuti nel bar di Domenico che riuscivano a stemperare ogni tensione. Quel campo fu il vero antesignano della pallavolo giocata sulla sabbia. Il campo dove giocarono molte delle glorie bolognesi e modenesi di quei tempi lontani ora è stato trasformato in un “campo da tennis” ed è stato coperto di cemento. Non ho nessuna intenzione di commentare lo scempio che è stato fatto di quel campo. Stendo un velo pietoso su tutto quello che è stato fatto e sulla mancanza di lungimiranza di coloro che avrebbero dovuto vedere in quel piccolo pezzo di sabbia una prospettiva per le loro attività economiche e turistiche e che si sono invece lasciati sfuggire una occasione che non si presenterà mai più.

          

RINGRAZIAMENTI
Il primo va sentitamente all'Ing. Arnaldo Eynard che fu Presidente della Federazione Italiana Pallavolo dall'anno 1946 fino all'anno 1961 e che ebbe il grande merito di farci innamorare di questo splendido sport. Quando arrivava a Viserba per trascorrere le vacanze estive era per tutti noi una grande festa. Passavamo ore ad ascoltarlo mentre parlava di pallavolo. di tecnica e di tattica. Grande personaggio, bellissima persona. Suo figlio Marco che è stato anche un ottimo alzatore, ha ereditato tutte le sue qualità ed è tuttora un nostro grande amico.

Il secondo ringraziamento va a mio fratello Valter Rinaldi. Sono stato davvero un uomo fortunato ad avere avuto vicino per tanti anni un amico come Valter. Non voglio parlare del dolore che ancora mi assale ogni volta che penso alla sua prematura scomparsa perché riguarda me e soltanto me. Voglio invece ricordarlo sulla sua mitica 500L blu stracolma di palloni, reti, borsoni e di qualche bambino da portare in palestra. Non ho niai capito come potesse starci tanta roba in quella piccola macchina, considerato che Valter non era certamente quella che si puo ‘ definire una persona snella. Ancora oggi quando sento il caratteristico rumore del motore di una 500 (ormai purtroppo quasi scomparse) mi volto e spero sempre di vedere al volante la sua inconfondibile sagoma, con quel barbone che gli incorniciava il viso.

Grazie ancora di tutto. Non ti dimenticherò mai.

Credimi tuo Paolo.

 


 

STORIA MODERNA

Dopo la preistoria passiamo ora alla Storia Moderna (o degli ultimi 10 anni) partendo dalla stagione domini 1995/96. Delle altre epoche viserbesi speriamo di parlarne in futuro.

Dopo il nocchiero Stefanini (fate conto un Virgilio irrobustito da anni di dura palestra) che vi ha condotto per le perigliose strade della fondazione, io vi porterò alla conoscenza sommaria di quel paradiso pallavolistico che è Viserba ai giorni nostri (anche se, detto per inciso, non assomiglio molto a Beatrice…).

Prima di iniziare però va detto come sono stato conglobato in codesta Società. Il piano era perfetto nei diversi punti, 1° invito a cena a base di caccia, 2° farmi mangiare e bere come un'oca da fegato grasso e 3° dopo l'arrivo della pernice ripiena, vedendomi morente, chiedermi con voce suadente di fare il D.S.

Nulla ho potuto e da quel momento in poi è Viserba Volley !

Dicevamo della storia moderna. Come visto nelle pagine precedenti il Viserba nasceva al maschile, poi con il passare degli anni venne creato anche il settore Femminile che, successivamente, sarebbe diventato, in termini numerici, la parte preponderante del volley giocato.

Comunque all'inizio del 1995/1996 avevamo 2 squadre in B2. La maschile era già protagonista di campionati nazionali, mentre la femminile era fresca di promozione con 2 campionati vinti consecutivamente. Tenete in considerazione che all'epoca i gironi di B2 erano 6 e non 8 come oggi, e la qualità era decisamente alta.

I ragazzi nel girone C (dal Veneto all'Umbria) erano allenati da Claudio Carnesecchi e, per la maggior parte, provenienti dal nostro vivaio, capitanati da quel Fabio “Tiramolla” Montanari che, prendendo spunto dal Truman Show, sembrava nato all'interno dell'allora palestra F.Casadei. Rimanemmo in B2.

Le ragazze come detto si affacciavano sul territorio nazionale per la prima volta nella storia viserbese ed erano allenate da un certo Luigi “Naci” Morolli (che tanti D.S. ha fatto impazzire). L'ossatura della squadra era formata da ragazze della zona, ma a tenere le fila evoluivano per noi 2 autentiche fuoriclasse rispondenti al nome di Doria Carnesecchi e Patrizia Prati. Citerei anche la giovane Michela Amadori di cui parleremo successivamente. Pur cercando di essere sintetico (è un sito diamine mica un libro) non posso non ricordare che la Doria con esperienza di A e relativo scudetto aveva già condotto la squadra a 2 promozioni, mentre per il nuovo acquisto Prati posso solo aggiungere: 11 scudetti vinti, 49 presenze in nazionale, medaglia di bronzo ai campionati europei. Ma non era “solo” questo. Era che questi “animali” nel senso buono del termine erano e sono dei veri e propri esempi di come ci si dovesse approcciare con il volley.

Gran bella squadra e cosa fanno per cambiare ? Vincono il campionato alla prima botta !

C2 -> C1 -> B2 -> B1 fate voi !!! Impressionante.

  

Il 1996/1997 fu una stagione di grande euforia.

Con la B2 maschile piazziamo il colpaccio ed ingaggiamo Francesco “Pippi” Lombardi, un alzatore come a Viserba non si era mai visto. Gia nazionale con Velasco e molteplici esperienze di A in giro per l'Italia era per noi una “roba” inimmaginabile.

Ricordo che andammo a Falconara a trattare io, lo Stefanini ed il Babbi (mi sembra). Dopo la cena in un famoso ristorante locale (dove peraltro mangiammo il più cattivo gelato della storia) e relativa chiusura della trattativa il Presidente sembrava impazzito. Durante il ritorno parlava da solo e con gli occhi lucidi ripeteva come un rosario .

Ad ogni modo fu una stagione esaltante, non posso citare tutti ma furono splendidi, dopo un lotta serrata con lo Iesi (chi non ricorda quel match a Viserba? e Pallottelli?) vinciamo il campionato e siamo in B1 (coach Valter Rinaldi e Sarti Stefano).


Le ragazze invece affrontano la B1, sempre con coach Morolli, con il piglio delle puledre di razza. È' un bel campionato rovinato dal grave infortunio della nostra palleggiatrice titolare ma portato a termine con bravura da tutte le nostre ragazze. Rimembro uno dei primi acquisti “stranieri”, da Cantù Micaela Catelli. Mi telefonò il babbo da un bagnino di Cesenatico dov'era in vacanza e mi propose la bambina ma questa è un'altra storia …

Insomma erano campionatoni, mi ricordo la diciottenne di belle speranze Elisa Togut e tante altre che poi hanno calcato la massima serie a stufo, roba grossa fidatevi.

L'anno successivo 1997/ 1998 comincia la nostra stagione più fulgida e nello stesso tempo più ingarbugliata. Avevamo 2 squadre in B1 (ed all'epoca in Italia credo ci fossero pochissime società con questo “peso”) tanto orgoglio ma anche tanti soldi spesi che, a causa anche di qualche sponsor inadempiente, nell'immediato futuro si sarebbero fatti sentire e come.

Per il primo campionato di B1 maschile si partì con una campagna acquisti faraonica (almeno per noi). Confermati i ns. big prendemmo Pascucci da Forlì di A2 (che litigata di Paolone con Valter !!!) De Marco da Faenza e Bendi sempre da Forlì. L'allenatore era il giovane Sarti con a fianco il chioccione Valter Rinaldi. Fu una gran annata, si viaggiava nelle parti nobili della classifica con partite di livello altissimo, calammo nel finale causa qualche malanno e qualche marronata. Mantova, Verona, Gorizia …. Che campionato !

La femminile ripartiva dopo un'estate da esaurimento nervoso. Io, Morolli, Babbi e l'alta Dirigenza visionammo giocatrici a stufo e non arrivavamo mai alla quadratura del cerchio. Mi ricordo, tra le tante, la sorella di Toldo con il portierone dell'Inter (all'epoca alla Fiorentina) sulle tribune a vedere il provino. Mancava di provare mia mamma e la mia zia zoppa ed avevamo visto tutte.

Comunque fu difficile, prendemmo Zuccarini da Forlì, Bullo da Piove di Sacco (trattativa effettuata nella nebbia veneta, in un ristorante con totani di gomma, da me e il Rupittone) e Lilloni non mi ricordo da dove. Naturalmente le nostre big erano confermatissime.

Si era cominciato a prendere conoscenza del variegato mondo dei procuratori. Rimane peraltro storica la mia scelta di classe sopraffina quando invitai a Rimini la procuratrice di una nostra atleta per discutere di alcuni problemi. La vedo arrivare con auto potente, quindi scende un tocco di ragazza da paura, minigonna raso gioie ed io con il savoir faire che mi contraddistingue la porto da Berto a Rimini Nord. Una trentina di camionisti allupati smisero di mangiare in blocco e temetti per l'incolumità di entrambi. Ad ogni modo eravamo entrati in un mondo che, complice qualche soggetto che ci aveva spinto a voli pindarici, era al di sopra delle nostre possibilità (sia per i maschi che per le femmine beninteso). Il campionato fu memorabile.

Durante l'anno intanto la Michelona Amadori veniva convocata in nazionale juniores ed andava a vincere l'argento ai campionati mondiali in Polonia, con un gruppo di ragazze che qualche anno dopo si sarebbero portato a casa un mondiale. Ma torniamo al campionato. Fu una sfida infinita con l'Icot Forlimpopoli. Ci si giocava la serie A e si decise tutto all'ultima giornata. Noi giocavamo in casa e la palestra era al limite del crollo. Mai visto tanto entusiasmo. Radio, tv e telefoni erano in costante collegamento. Finimmo a pari punti e loro andarono in A2 per differenza set.

Probabilmente ci avevano ripescati in A2, ma quella del 98 fu un'estate dolorosa.

Tutta l'euforia si andò spegnendo alla resa dei conti, e quando dico conti dico proprio soldini e non duelli da sfida all'OK Corral. Ora, siccome noi non dobbiamo dare un euro a nessuno in tutto l'universo creato, la faccenda di avere debiti ci riportò con i piedi per terra. Cercammo risorse in città ma le porte erano sbarrate, per cui non ci rimase che tagliarci le “braccia” e ricominciare.

Raccontarlo ora può far sorridere ma all'epoca fu un piccolo psicodramma amplificato da tutti i media locali. Quindi, grazie a Babbi, andammo a Pesaro a chiudere la trattativa per la cessione dei diritti della ns. B1 femminile. Partì un pezzo della nostra storia, tra cui l'allenatore, che poi avrebbe portato Pesaro in A, molte delle ragazze degne di calcare palcoscenici importanti ed il Babbi, che or ora è un signor D.S. di A1 (mica pippe).

Cedetti la Amadori in A2 a Roma all'ultimo minuto dei trasferimenti e dopo un anno in serie A la ragazza intraprese un percorso spirituale che l'ha portata ora ad essere una religiosa. Raramente ho visto un talento sportivo come quello.

Con le ragazze rimaste e con il nostro vivaio ricominciammo dalla serie D.

La situazione non era rosea per nulla e pensammo di cedere anche i diritti della B1 maschile. In una spedizione sull'appennino tosco-emiliano io ed il Babbi (che mentiva al suo povero babbo per uscire dal negozio per affari di pallavolo) avemmo un incontro con un emissario di una società toscana, si discusse e non si concluse. Finimmo a mangiare in una trattoria locata in un posto sconosciuto all'umanità dove bazzicavano una colonia di brasiliane che ovviamente Babbi conosceva per vie traverse( Piero conosce tutte in almeno 4 continenti). I tempi stringevano e non si arrivava alla conclusione, ed una delle ultime sere io e Valter in mezzo alla strada, davanti Todro, decidemmo di tenere viva la squadra maschile. Ridimensionandola.

Il 1998/1999 ci vedeva così partire con la B1 maschile bella e pronta per una bella retrocessione pilotata. Questo perché avevamo eliminato, obtorto collo, tutti gli esterni e molti dei nostri ragazzi erano troppo inesperti per sostenere un tale campionato. Il buon Valter Rinaldi si fece carico della squadra e come ebbe a dire "non sono mai retrocesso mi toccherà fare anche quello". Come diceva sempre "a gestire le vittorie sono capaci tutti è gestire le sconfitte che è difficile". Come previsto retrocedemmo, ma il gruppo rimase unito. Ma come non ricordare l'unica vittoria contro il forte Prato? Non possiamo, ed allora via con i ricordi…

Vennero a Viserba dopo il pranzo ed il riposino presso un locale hotel. Il loro palleggiatore stazzava 198 cm ed i suoi colleghi non erano da meno. Ci chiesero di prenotare il ristorante per la sera. Fatto. Solo che la partita ando' diversamente da quanto loro sperato. Non so come arrivammo al 5° set ed in battuta Cavalli effettuò un tiro che ancora oggi è studiato presso le facoltà di astronomia. Una foglia morta zigzagante ondeggiante inspiegabile che si trasformo' in ace. Punto e vittoria 3 a 2. Il dirigente toscano, imbestialito, caricò tutti sul pulman e li riportò in toscana senza cena. Che spettacolo !

Come detto sopra con le ragazze ricominciammo con i campionati regionali di serie D fedeli alla programmazione. La Prati appese le scarpe al chiodo e divenne capo allenatore del settore femminile.

Non lo abbiamo mai detto ma durante tutti gli anni descritti i settori giovanili continuavano a funzionare ed a darci soddisfazioni per cui il ridimensionamento non sfiorò mai i nostri giovani.

Siamo quindi al 1999/2000 e dopo la retrocessione siamo al via della B2 maschile. Avevamo ancora tante cose da mettere a posto e non potevamo permetterci molto in termini di roster. Allenatore era Sergio Farneti. Di quell'anno non ho ricordi memorabili se non la più brutta partita che ho visto da quando sono in società e precisamente Cus Perugia – Viserba. Una trasferta da incubo. Io, Loris, Valter e Mirko eravamo sugli spalti a vedere un film dell'orrore. Fumati pacchetti 3 di sigarette e dette delle cose di cui ci pentiremo di fronte al Creatore. Fu un torneo di bassa classifica, lottammo come bestie ma non basto', per un nonnulla eravamo giù.

Le ragazze (non mi ripeterò fino al 2005 perché li siamo) continuavano ad impegnarsi nei campionati regionali ed i settori giovanili marciavano discretamente (con un grosso calo del maschile).Comunque il piano di risanamento andava avanti e se non altro si cominciavano a fare piccoli passi per il ritorno alla normalità.

Nel 2000/2001 ci chiedono cortesemente di continuare a giocare in B2 e noi lo facciamo. Ma soldi da spendere oltre all'attività istituzionale (funzionamento e settore Giovanile) non ci sono. Valterone si rimette in panca con al fianco l'imberbe Claudio Botteghi primogenito di una famiglia che al posto dei globuli rossi ha piccoli palloni molten.

Il corpulento mister getta in campo il 21enne Pesaresi, il 20enne Pivi, il 19enne Sarti e gli implumi 18enni Daniele Botteghi e Marco Fabbri (che poi durante l'anno sarà convocato in nazionale di categoria e negli anni successivi in A2). Gli altri giocatori non erano molto più vecchi e, come logico, retrocedemmo.

Ma non fu un dramma (se non per il Presidente !), giocavamo con atleti tutti “nostri” e costruimmo per il futuro. A posteriori dirlo è facile ma essere così filosofi non è semplice quando sei in mezzo al guado.

Sono stati anni difficili che però hanno avuto una funzione più importante di tanti risultati roboanti. Hanno cementato ancora di più una società e soprattutto un gruppo di amici che nella difficoltà si sono messi spalla a spalla, a mò di falange, per parare i colpi della sorte e delle patacate commesse.

Leggendarie le riunioni della Dirigenza dell'epoca. Dovete sapere che per risparmiare non ci si vedeva più in pizzeria, ma a turno a casa dei vari dirigenti. L'ospite forniva il mangiare ed alla fine gli altri tiravano fuori la cinquantamila da mettere in cassa societaria. Una sera a casa di Botteghi, presenti io, Paolone, Valterino, Loris, Rupitto, Navacchi, Babbi ed ovviamente i padroni di casa, abbiamo dato spettacolo. Una rissa totale globale. Tutti contro tutti. Insulti che salivano altissimi nel cielo riminese. Tutto ciò naturalmente non era scontro tra le persone, ma “vivaci” prese di posizione per trovare le soluzioni migliori al rebus Viserba. Dopo quella sera dovettero chiamare il parroco a ribenedire la casa.

Passiamo alla stagione 2001/2002 a cui io darei la palma della rinascita.

Ritorniamo in serie C dalla quale manchiamo da tempo immemorabile. La squadra era praticamente quella dell'anno prima ma troviamo un bel capito' con il gaudente studente siculo Andrea “Cannolo” Pietropaolo, prontamente “adottato” da Loris Bernardini.

In panchina torna Claudio Carnesecchi al quale diamo le chiavi per un progetto di crescita dei nostri senza però assillarlo con aspettative assurde. I ragazzi si fanno le ossa ed effettuano un discreto campionato. Si cominciano a vedere buone individualità e più sicurezza nei propri mezzi. Qualcuno realizza che la pallavolo è sempre bella anche se non si partecipa ad un campionato nazionale.



Così si arriva al 2002/2003 . Dopo questi anni di esperienza, prima a prendere schiaffoni, poi piano piano a non prenderli e poi finalmente a darli, i ragazzi sbocciano e vincono il campionato. Guidati sempre da Carnesecchi ritorniamo prepotentemente nel panorama nazionale, non ce né per nessuno e godiamo molto. Questo dal lato sportivo. Di fatto avevamo la morte nel cuore per la grave malattia che aveva colpito il nostro Valter.

Non la tiro lunga, è comunque doloroso ripensare a quei momenti. Ricordo solo che un giorno uno dei giocatori che Valter aveva cresciuto non lo riconobbe (per l'evidente distruzione fisica subita) e lui pianse a lungo, molto di più che per tanti altri problemi legati alla sua malattia. Lui il Viserba l'aveva dentro ed il Viserba era attorno a lui fino all'ultimo secondo della sua vita. Nessuno ci può smentire.

Ci ha lasciato nell'agosto 2003. Silenzio please.



Si riparte con il 2003/2004 orfani, come detto, di uno dei 2 fondatori ma con ancora più forte la voglia di dare continuità alla pallavolo viserbese.

La prima squadra maschile torna quindi in serie B e, memori delle passate esperienze, non vogliamo commettere errori di valutazione economica.

Coach Carnesecchi è ancora al timone della squadra con il fido Botteghi al fianco. La squadra è confermata in blocco con l'aggiunta di un palleggiatore d'esperienza (B1 e A nel palmares) beccato in quel di Fano e rispondente al nome di Marcello Ippoliti. Mossa giusta. Per il resto piccoli aggiustamenti. Siamo mancati 2 anni dal posto che ci spetta e ci affacciamo umili al proscenio. Ma soffriamo poco, è un bel campionato finito sopra le aspettative per una neopromossa con pochi ritocchi.

Abbiamo finalmente anche un po' di sano culo. Conosciamo finalmente uno sponsor che non solo è una persona seria (come tanti altri per fortuna) ma che diventa un appassionato e soprattutto un amico. Il suo nome è Max e questo può bastare per non cadere nella piaggeria. Ehi man, siamo molto avanti !!!

Frattanto, zitto zitto quatto quatto, Luca Signorotti ricreava, anno dopo anno, un settore giovanile maschile degno di tale nome.

Nel femminile finiva l'epoca Prati e veniva richiamato in panca Stefano Sarti che si era perso nelle lande verucchiesi. Il campionato era quello di Serie D e da lì non ci schiodiamo. Bisogna però dire che, per scelta societaria, giochiamo sempre con ragazze giovani del nostro vivaio capito ?

Negli anni poi sono entrati altri dirigenti a far parte del gruppone. Oltre a quelli visti sopra non possiamo non citare gli storici Ceccarini e Cambula ed il Mazzotti che in palestra non ci va, ci abita. Abbiamo ripreso forza.



Ed ora la stagione 2004/2005 appena finita. Ci facciamo ambiziosi e come sempre siamo puniti quando ci allarghiamo. Confermiamo la squadra, allenatori compresi, ed acquistiamo un elemento che per la categoria è un lusso, Cristian Donati. I media ci vedono bene. Ricominciamo la buona abitudine delle presentazioni in grande stile e questa è cosa buona e giusta.

Partiamo baldanzosi e dopo 2 partite imbattuti andiamo in quel di Ortona con la cresta alta. La cresta non solo ce l'hanno sbassata ma rasa a zero e mangiata.

Da lì abbiamo capito che non era tutto così rosa. Insomma per farla breve inanelliamo un filotto di sconfitte ed infortuni (alcuni dei quali non avevo mai visto in 20 anni) che ci costringe a lottare come bestie nelle parti meno nobili della classifica. Tiriamo sospiri di sollievo solo verso la fine del torneo, quando la squadra torna al completo mostrando le potenzialità inespresse. Tardi per risalire la classifica. Salvi con sospiri.

Comunque voglio segnalare anche la cattiveria dei ragazzi che, in una partita per noi inutile, hanno voluto vincere lo stesso condannando il S.Marino alla retrocessione matematica (brutti cattivi e insensibili). Cito anche la trasferta fabrianese con montagne di neve e dopo partita in un ristorantino molto valido e con addio al celibato piccante (cosce e giarrettiere a tutta randa). E, prima di gasarci in futuro, anche la partita in casa con il Sansepolcro (che schifo). A memoria futura mai più si veda simile spettacolo alla Valter Rinaldi (eh sì, la palestra nostro covo, nel frattempo, è stata intitolata dall'amministrazione comunale al nostro mentore).

Le ragazze, discontinue come la riga di separazione delle corsie autostradali, giocano un torneo di serie D con punte di gioco altissime e figuracce altrettanto vertiginose.

Comunque mai in patema d'animo, sempre in posizione medio alta. Mazzotti subisce sbalzi di pressione mai visti ma resiste. Ma quanti 3 a 2 persi dopo essere stati in vantaggio 2 a 0, altrimenti….. Il ricordo piu' bello, almeno per me, rimane legato alla miriade di bimbe minivolley reclutate dal mister Denis Zaghini (protagoniste, fra l'altro, di una delle piu' belle foto del volley nostrano).


Siamo quindi ai giorni nostri, le novità e l'entusiasmo sono tante ma questo ve lo leggerete il prossimo anno, quando tutto sarà storia degna di finire sul sito più ganzo del volley.

Eccoci alla fine del nostro succinto racconto. Evidentemente non ho potuto citare tutti e mi scuso con coloro, e sono tanti, che hanno contribuito alla realizzazione di questo piccolo miracolo sportivo. Un grazie sincero a tutti.

Quello che ho scritto deve essere una traccia sulla quale ognuno potrà apportare il suo contributo e, fra trent'anni, quando voi sarete vecchi, vorrei ancora discutere di questo o di quell'episodio davanti ad un piatto di tagliatelle ed un bicchiere di quello buono.

Qualcuno ha scritto “mi interessa il futuro perché è li che devo vivere”, e ciò può anche essere condiviso per certi aspetti, ma se hai un passato che ti abbia “insegnato” a stare al mondo, a gioire e soffrire nella giusta maniera nel futuro ci si va piu' sereni e non brancolando. Noi una storia l'abbiamo , mettiamola a frutto.

Un saluto dal vostro Gino Zizzania e come sempre buona pallavolo a tutti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 19:34  

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  • Beati loro Ma per noi più grandicelli , Denis non lo organizza un bel corso? ...và bene an... More...
    By Marco
  • presidente ! io ci sono !! l'altra sera alla pizzata ho parlato con dennis ! se vi va bene quel poco... More...
    By luca moretti
  • Caro Presidente è un vero piacere poter esser di aiuto a questo bellissimo gruppo. Sicuramente sarò ... More...
    By Marco
  • Volevo fare i complimenti per l'intervista rilasciata nel dopopartita al vostro allenatore.. (in ond... More...
    By filux
  • Complimenti ragazze,,la tradizione del Viserba continua.....Siete FORTI!!!! PS..Vogliamo le foto.... More...
    By Marco

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Latest Message: 3 months, 3 weeks ago
  • omar : Un grande ringraziamento a Daniele ed Enrico che con molta pazienza sono riusciti a creare un gruppo molto promettente per il prossimo anno. Siamo sicuri della loro passione e sicuramente il prossimo anno sapranno darci delle grandi soddisfazioni
  • brontolina : complimenti a Gemma e alle sue ragazze dell'under 12 che oggi pomeriggio hanno meritatamente vinto la seminfinale e poi la finale provinciale!!!
  • Marco : Forza Ragazziiiiiii Forza Thermolutz
  • Aida : vi ser ba!!!!
  • Sanzio : Complimenti alle ragazze del B-Volley per la meritatissima promozione in I divisione. Brave ragazze!!!
  • Aida : grandiiii!!!
  • luca moretti : abbattuta la torre !!la capolista se ne vaa!!!!! Biting one's tongue/Put Your Money Where Your Mouth Is Biting one's tongue/Put Your Money Where Your Mouth Is
  • luca moretti : abbattuta la torre !! la capolista se ne vaaaa!!!!!
  • Marco : Ciao Sanzio
  • Marco : Ciaooo

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